Giornalisti e Blogger
10/04/2012 Lascia un commento
Totò direbbe “ma mi faccia il piacere!” (sapessi mio caro quanto ci manchi in questo periodo …)
Premessa:
diciamo che alcuni (o tanti ?) giornalisti (g) hanno davvero toccato il fondo.
Questo articolo “I NODI DEI BLOGGER VENGONO AL PETTINE” su Repubblica del 2 aprile va letto, ne è la dimostrazione.
Innanzi tutto per come termina. Senza una firma. E qui si potrebbe concludere la riflessione.
In seconda battuta la questione dell’intervento a pagamento. Ammesso sia vero e allora ?
Scusate mi sfugge qualcosa visto che ‘tratto’ con i giornalisti/giornali da almeno una decina d’anni.
Come devo chiamare i redazionali e/o interviste (che spesso mi faccio da solo) in cambio di pubblicità sulle riviste/giornali ? Non sono ‘articoli’ a pagamento ? Non va bene chiamarli in quel modo ? Devo usare altri formalismi ?
Cosa devo pensare se ‘chiudendo’ i cordoni della borsa e inviando redazionali (sia alle versioni online che offline) questi non vengono più pubblicati a parità di ‘interesse/contenuti’ ?
Ovviamente i compensi non vanno direttamente al giornalista ovvio, ma la differenza dov’è ?
Il voler distinguere queste due situazioni mi sembra ipocrita.
Il mercato deciderà (come sempre) se il blogger ‘pagato o non pagato’ funziona o non funziona, se è credibile o non lo è per la visibilità che è in grado, o non è in grado, di offrire al brand e/o all’iniziativa che li vede coinvolti.
Resta la considerazione con cui ho iniziato il post: coloro che scrivono questi articoli (giornalisti ?) omettendo la firma evitino per favore di sembrare puri perchè sarebbero stati lo zimbello del buon Totò con il suo proverbiale ma mi faccia il piacere !