Il divario fra il giorno e la notte

Due anni fa nel post Google Hotpot: il divario aumenta scrissi in conclusione alla riflessione che:

” … diventa sempre più evidente, quasi abissale ormai, il gap fra le possibilità offerte da strumenti innovativi in rete e le reali capacità/volontà di sfruttare i medesimi dalle aziende. In questo caso del turismo. Ma il ragionamento vale per qualunque PMI. La stragrande maggioranza non ha una presenza in rete che trasmetta valore. Non hanno idea di come farlo. Solo alcuni vorrebbero fare, le idee sono tante spesso molto confuse. Purtroppo coloro che vorrebbero fare, bombardati molto spesso da milioni di idiozie, come minimo si rifugiano nel non fare”

A distanza di 2 anni Alberto Clavarino oggi scrive un post La Forbice da cui estraggo alcune riflessioni, quelle che vivo, di giorno, quasi quotidianamente (ndr poi, alla fine del post, capirete perchè di giorno)

” … diffusa incapacità di adottare seriamente l’informatica come uno dei drammi collettivi di un’intera generazione.” qui non piace il termine informatica ma devo ammettere che rende bene l’idea;

” … l’innovazione basilare fa fatica ad arrivare (ndr riferita alle PMI)” magari facesse solo fatica, apprezzo l’ottimismo;

” … ma la colpa, a mio modesto avviso, non è solo della vil razza dannata dei vecchi imprenditori che non sono Indigeni Digitali, ma anche dell’Offerta. Perché per i grandi player seguire le PMI è una gran rottura di scatole, non conviene, non interessa. Ed i piccoli player sono troppo tecnici e troppo poco consulenziali  per farsi capire da chi dirige all’antica la baracca.” vero, verissimo infatti in questo contesto un ‘problema’, non il solo, sono le web agency che quasi mai, per loro natura, hanno un approccio consulenziale.

non poteva non finire con una ‘chicca’, questa talmente disarmante a cui è quasi impossibile controbattere:

” … al cliente che mi dice ‘lo so che il mio sito fa schifo, ma non ho tempo di pensarci. E comunque all’e-commerce continuo a non credere, perché gente che compri su internet non ne conosco’.”

Aggiungerei a margine di questo contesto descritto anche un aumento smisurato di autoreferenzialità, non solo di notte, sui vari social, che di certo non serve per ridurre il gap con la realtà quotidiana.

Bene, dopo questa disamina è fondamentale capire meglio le dinamiche della forbice; non vi resta che leggere l’amara riflessione qui nel post di Alberto.

 

 

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