Differenze: FITUR 2013, fiera internazionale del turismo Madrid

Grazie alla presenza del Consorzio Fortur-Turismo a Sauze d’Oulx e Oulx alla fiera internazionale del turismo di Madrid FITUR ho catturato da FB alcune immagini.

Le posto. Senza commenti (non mi riferisco certo alla qualità dell’immagine).

ITALIA

ENIT - Fitur 2013

PAESI EMERGENTI

ENIT - Fitur 2013 - paesi emergenti

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Piano Strategico Nazionale del Turismo: qualche riflessione. Prima parte.

Anche noi (Italia) per la prima volta, dal dopoguerra (più o meno una settantina di anni) abbiamo un Piano Strategico per il Turismo.

Diciamo che non abbiamo rispettato il detto chi ben comincia… ma almeno possiamo contare su un meglio tardi che mai.

In pillole: 89 pagine, un costo indicativo di 35mila € per uno studio durato 6 mesi circa che ha coinvolto una ventina di persone (cifra, che così descritta, è assolutamente in linea per una consulenza anzi è bassa). Questi dati sono stati resi pubblici e riportati da tutte le maggiori testate del settore.

Il Piano, fra le altre cose, riporta contenuti relativi a: APPENDICE METODOLOGICA cioè spiega come è stato concepito e realizzato. Non so se rendo l’idea. Sarà deformazione professionale la mia ma personalmente mi commuovono questi ‘dettagli’.

Non sto parlando della bontà o meno dei vari processi; mi limito a prendere atto che è un piano che ti dice come è stato concepito descrivendone la metodologia.

Contiene una disanima del ruolo dell’Italia nel turismo (andrebbe letta con attenzione e non con superficialità come si intuisce dai primi commenti in rete) e elementi di criticità per uno sviluppo concreto della politica del turismo; quest’ultimi, pur sembrando banali per diversi professionisti del settore, che da anni li evidenziano, almeno ora hanno la valenza di essere scritti in un piano strategico.  Non è poco. Poi se vogliamo sminuire sempre tutto (lo sport nazionale per eccellenza) siamo liberi di farlo.

Il piano parla di definire le priorità (cap 5.3 pagina 39) e suddivide le azioni da fare in 4 step in funzione dell’impatto economico e della velocità di esecuzione. Qui siamo quasi alla fantascienza (sempre paragonando il tutto al pregresso inesistente).

Il piano parla di azioni, si, azioni. Non idee, proposte, suggerimenti. Azioni. Se nei commenti mi fornite link a qualcosa di simile presentato in passato (anche solo ultimi 20 anni) ve ne sono grato. I termini hanno la loro importanza.

Ma non basta. Le azioni sono divise fra prioritarie, di seconda priorità, ecc cioè sono state classificate secondo un ordine logico (ovviamente dal punto di vista di chi ha fatto la stesura del piano). Mi limito all’analisi. Mai visto presentare delle azioni per priorità (non giudico la correttezza o meno) con annesso il potenziale impatto economico che ne potrebbe derivare se messe in atto.

Particolare non da poco (sarebbe interessante valutare come ci sono arrivati) ognuna di queste azioni riporta un tempo stimato per la realizzazione.

Quindi azioni, variabile tempo, benefici. Trovatemi qualcosa di simile ‘in giro’. Ripeto fino alla noia non entro nel merito (per ora) dei contenuti. Mi limito alla forma.

Per una valutazione anche critica dei contenuti non sarebbero sufficienti un centinaio di post.

Accenno qualche riflessione su alcuni temi che mi stanno particolarmente a cuore.

Azione 24: Supporto alla creazione di un grande operatore incoming italiano / network di aziende incoming

perchè inserire questa azione in ‘seconda priorità’ sarebbe interessante conoscere la motivazione. A mio parere viene prima della priorità 1 … Infatti uno dei problemi ‘immensi’ all’estero è proprio questo l’inesistenza di presentarsi con un brand Incoming Italia.

Attenzione incoming di valore non tour industriali nonchè dozzinali. L’estero non sa che farsene di questa tipologia di prodotto.

Penso di poterlo dire con cognizione di causa visto che lavoro da diversi mesi per concretizzare quello che il piano riporta quando afferma: ” … o federando operatori che coprano itinerari a forte volume o ad alto potenziale …”. 

Il progetto è questo: Italy Different e va verso l’ipotesi della federazione di operatori di eccellenza che trattano nello specifico un ‘ristretto’ territorio dove vivono e lavorano. Non può essere diversamente se si vuole offrire un incoming di valore, ihmo. Anche una sola regione potrebbe già essere ‘troppo’ da gestire per un’offerta territoriale mirata.

Tra l’altro l’esperienza di questi mesi con T.O. esteri, DM e altri soggetti interessati a vendere il prodotto Italia ci hanno dato indicazioni di come presentare meglio tour/territori. Cosa che faremo nel breve periodo aggiornando il portale.

Mi auguro inoltre che la sciagura (non mi sovviene altro termine della stessa efficacia) di “un grande operatore incoming italiano” non si concretizzi. Basta guardare lo stato dell’arte dei T.O. nazionali per darsi molte risposte. Inoltre con codesta ipotesi le singole eccellenze finirebbero massificate per forza di cose.

Con Italy Different finora, con immensa fatica e solo contando sulle poche forze (€) di un numero molto ristretto di attori, stiamo avendo riscontri dall’estero proprio perchè veicoliamo il territorio italiano come ‘insieme’ evidenziando che ogni territorio ha delle specificità e peculiarità uniche e che un’offerta tailor-made è quella in grado di fare apprezzare l’Italia soddisfando specifiche richieste ed esigenze.

Ultima nota a questo proposito relativa all’azione 24: 2 anni (tempo stimato) non li abbiamo disponibili, sarebbe troppo tardi. E che la medesima sia stata inserita nella fascia con impatto economico medio-basso è tutto da dimostrare.

Infine concludo queste prime osservazioni rilevando che nel documento si parla di promuovere l’immagine del Paese con strumenti innovativi (resta comunque piuttosto inquietante la ‘poca’ rilevanza dei canali social nel piano, ma questo è altro discorso).

Ottimo, non credo si possa farne a meno. Infatti uno degli aspetti più critici, sempre riferendomi al progetto ID, è quello di ‘presentare’ all’estero in pochi minuti un territorio in modo emozionale ed emozionante. Cercando di trasmettere tutta la potenzialità che quei luoghi che vogliamo promuovere (e vendere) possono offrire. Il piano non dovrebbe inventarsi nulla a questo proposito. Al più dovrebbe partire da qui, Cantforget.it [aly] il diario digitale dell’Italia.

Esiste per la Basilicata, il Friuli Venezia Giulia e probabilmente in futuro per il Trentino (credo). Ho integrato questi vari filmati (quelli esistenti …) nelle board Pinterest di ID. In tal modo un link nelle proposte inviate all’estero mi consente di risparmiare 1000 inutili descrizioni testuali che non trasmettono emozione.

Come vedete non è vero che non abbiamo nulla. Abbiamo. A volte basta saper ‘cercare’.

Per rendere meglio l’idea vorrei evidenziare che, a supporto della promozione del territorio dove vivo, ‘sfrutto’ questo filmato realizzato dalla NBC nel 2006 per le Olimpiadi di Torino. Furono obbligati a farlo, loro. Non essendoci nulla (di simile ovviamente) come potevano ‘far capire’ agli americani’ dove si sarebbero svolte le Olimpiadi invernali e ‘cosa’ avrebbero ‘trovato’ ?

Anche se allucinante è la realtà. Chiedetevi oggi, dopo 6 anni, se la mia regione ha nel frattempo … la risposta è semplice. Direi banale.

Ecco perchè il dirio digitale dell’Italia è un ottima base da cui partire.

Infine per chiudere la riflessione su questa questione qualche mese fa (circa 5) c’è stato un tentativo, sempre in tema video promozionale, che ha portato alla realizzazione di video generalisti cioè promozione senza descrivere il luogo specifico. Per carità ci sta.

Avrebbe dovuto, dopo la TV ( la TV … ), ‘passare’ anche in rete …

Probabile che mi sia distratto ma onestamente non ho visto questo step successivo. Mi verrebbe da dire per fortuna …

Qui quanto realizzato. Diciamo che se la vogliamo vedere nell’ottica del bicchiere mezzo pieno abbiamo ampi margini di miglioramento.

Per ora mi fermo qui. Il Piano merita altri approfondimenti su alcuni aspetti fondamentali riportati e su alcuni totalmente assenti.

Alla prossima.

Davide e Golia

La storia si ripete, come sempre del resto. Partiamo dall’inizio.

Circa 15 gg orsono in rete è stato annunciato il nuovo Enit.

Su questo blog e su altri ho espresso, in questi anni, vari commenti su quell’ente e su alcuni sui ‘fratelli’ che faccio fatica anche a scrivere (mi sforzo, italia.it uno per tutti). Commenti non certo teneri. Purtroppo non mi sono mai sbagliato. Direte bella forza vista il soggetto …

La nuova ‘era’ dell’ente (ex carrozzone come è stato definito nella presentazione …) è stata ripresa da diverse testate di settore, qui una delle tante, quasi ovunque con enfasi, a volte anche sospetta, come se fosse già garantito un reale cambiamento.

Staremo a vedere. Di certo che la persona incaricata (finalmente) sembra si uno che sappia di cosa parla. Non è poco visti gli anni pregressi.

A differenza degli altri non sono in grado di esprimermi nè tantomeno di giudicare a prescindere. Non è il mio modo di fare.

Attendo i fatti, concreti.

Quindi mi metto, come sempre in questi casi, alla finestra. Vedremo le evoluzioni nei prossimi mesi.

Una cosa però mi ha colpito sin da subito. Nello specifico “il rilascio della nuova release del portale Italia.it, che secondo il d.g., sarà orientato alla promocommercializzazione e si poggerà sui contenuti dei portali regionali”.

A parte l’inquietudine per il termine “promocommercializzazione” e sui “contenuti del portali regionali” (staremo a vedere anche qui COSA significa il tutto) ho subito fatto accesso al portale per vedere la “nuova release” e qui … sorpresa.

Mi sono detto: questa impostazione la riconosco …

Per meglio chiarire riporto alcuni post in merito pubblicati su FB (così evito di riscrivere le stesse cose):

Italia.it - 1

A questo post misi questo commento:

Italia.it - 2

E’ molto semplice evincere come Davide (Tuscia in rete) ancora una volta messo difronte a Golia (Italia.it) … in questo caso lo anticipa di quasi 1 anno … (qui non ci sono sconfitte, questa non è una gara).

Apprezzo lo sforzo di riposizionare in termini di comunicazione un portale nato vecchio, senza cuore nè appeal. Ma definirla nuova release mi sembra troppo. Aggiornamento, è più consono. Profilo basso, non fa mai male visto di cosa stiamo parlando.

Ovviamente non voglio (sarebbe off-topic) entrare nel merito (per non farmi del male) su quanto è costato Tuscia (a chi interessa mi scriva, lo dirò senza problemi) rispetto a … Non voglio pensare cosa ci sia ‘dietro’ (come infrastruttura tecnologica) a Italia.it e ai relativi costi di gestione (sempre per la questione del male …).

Di certo posso affermare che Tuscia (che coinvolge le PIVA del territorio per ‘vendere’ al meglio il territorio) si basa su CMS e CRM leader di mercato (mondiali) che gli consentiranno crescite future (senza dover mettere mani all’infrastruttura), sostiene costi alla portata direi di chiunque.

E qui mi taccio.

Definire quindi ‘nuova’ questa prima fase mi sembra un pò troppo. E’ un segnale. Speriamo il primo di tanti.

Se avessi dovuto aprire una nuova fase di italia.it avrei messo mano (coinvolgendo in rete giovani designer italiani in un progetto social) a quel logo TERRIFICANTE che è il primo biglietto da visita e che, purtroppo, da alcuni anni tutti vedono.

Ecco questa mi sarebbe sembrata di più una rottura con il passato. Un segno di discontinuità più forte.

Come dicevo per il resto (non solo io sicuramente …) sono in attesa delle prossime evoluzioni dell’ente e … dei suoi fratelli.

Utilizzo di twitter: altro esempio

Giorni fa scrissi questo post sull’utilizzo di twitter.

Quel post era una case history che in parte poteva servire nel rispondere alla sempre più ricorrente domanda “come potrei usarlo”.

Un’altra domanda altrettanto ricorrente (vale anche per altri social) è quella “twitter SERVE anche per vendere ?”

A parte che a simili domande verrebbe da rispondere dipende … per fortuna posso utilizzare ancora un caso reale per cercare di dare indicazioni di massima quindi una possibile risposta.

Pochi giorni orsono sul blog di diqua&dilà è stato pubblicato questo post.

Come avrete letto una semplice richiesta ‘lanciata su twitter’ con un’esigenza primaria da soddisfare (accettazione di cane al seguito).

Anche in questo caso non è difficile da capire ‘la morale’.

Alcune considerazioni a margine:

  • una struttura incoerente viene ‘tagliata fuori’ (probabilmente per sempre, uguale clienti persi)
  • un account twitter @tartufoevino (la cui descrizione recita: L’ospitalità di Langhe, Monferrato e Roero raccontata da chi le strutture le conosce ad una ad una!) in ascolto (presidio del canale)
  • una risposta esaustiva (e mirata)
  • il post che riporta dettagli sulla struttura (compatibile 4 zampe) di nome La Ca D’Olga (per i non piemontesi La Casa di Olga) con i link al sito (pubblicità gratuita)
  • alcune foto molto belle (che solo a vederle ti viene voglia di partire …) a complemento del post
  • a seguire nei giorni successivi altri tweet e immagini del soggiorno (e forse un successivo post sul blog) come questi:

Tartufo&Vino

Non è difficile intuire la risposta che questa riflessione porta con sè alla domanda un pò così di pocanzi vero?

Una nota negativa ? Beh, il sito della struttura 😦 … ma questa è altra storia (di cui si potrebbe scrivere per anni e anni senza che ahimè nulla cambi).

Utilizzo di twitter: il Friuli Venezia Giulia

Spero a breve di scrivere un post più articolato. Ricevo spesso domande tutte riconducibili (sintetizzo per ovvi motivi) a: ” a me twitter potrebbe servire ? se si, come devo usarlo ?”

A parte che la risposta è sempre la stessa (se esiste un progetto di comunicazione … se questo è contestualizzato in una strategia … allora … ecc ecc) oggi un tweet del Friuli Venezia Giulia mi ha fornito un esempio di un utilizzo virtuoso.

A parte le considerazioni legate a come usa twitter il FVG è il tweet in se e la ‘sua comunicazione in cascata’ un esempio da seguire.

Questo il messaggio (contestualizzato alle nevicate in corso e alla prossima apertura degli impianti):

FVG

ma è la landing page (cioè dove ti portano sul sito) l’aspetto rilevante della comunicazione.

Il lettore, da twitter, ‘atterra’ in questa pagina: quelle delle ‘esperienze’.

FVG - landing page

dove non solo può fare ricerche legate alla ricettività con 1 solo clic ma trova con estrema immediatezza, sulla spalla di sinistra della pagina, tutte le proposte dedicate ai singoli target.

Un plauso al testo efficace, diretto e immediato (COSA, COME, OFFERTA) con numerosi link di approfondimento [si evince che qui, a differenza di altri comprensori anche ‘famosi’, non penso affidino i testi al ‘cugino’ di qualche assessore]:

Scoprire la montagna del Friuli Venezia Giulia è un’esperienza a sé. Trovi piste curate e mai affollate, a innevamento programmato,impianti moderni e veloci dove puoi vivere la neve come più ti piace, inseguendo la pace di angoli tutti per te o l’atmosfera frizzante degli sport bianchi più giovani. […] 

Puoi praticare il nordic walking, lo scialpinismo, lo snowboard e fare le passeggiate con le ciaspole in […] 

Non mancano i tracciati dedicati a bob e slittino, i palaghiacci dove sfrecciare con i pattini e i percorsi da attraversare lasciandosi trasportare da cavalli da slitta. […] 

L’enogastronomia e la cucina, poi, riservano al palato infiniti momenti di piacere: grazie a specialità come […] 

Per coccolare corpo e mente, ai piedi del comprensorio del monte Zoncolan, ci sono le moderne Terme di Arta e i centri dedicati al wellness nelle strutture di soggiorno. Cerimonie ancestrali e antichi riti popolari colorano il folclore di queste terre con sfumature uniche […] 

Bene tutto questo per dire che non è twitter o altri possibili canali che possono o non possono fare la differenza nell’efficacia di una comunicazione. Possono agevolarla, come in questo specifico caso.

Ma se alla ‘base’ non c’è una gestione complessiva è quasi sempre tutto inutile se non, spesso, controproducente.

Una gestione che significa risorse. Risorse = tempo. Tempo = investimenti.

I social non sono gratis.

Roma – incontro con Agenzie di Viaggio e Tour Operator

L’ultimo tour dell’anno, per la prima volta, nella Capitale.

Nuovamente ‘in pista’ per il classico incontro con Agenzie di Viaggio e Tour Operator questa volta a Roma il 12 dicembre a partire dalle 09:30

Replichiamo il format degli ultimi incontri quindi parleremo di:

– Regime 74/ter: problematiche fatturazioni e viaggi nella UE

– Vendita di servizi singoli, crociere e soggiorni all’estero

Intrastat : modelli, scadenze, periodicità e casistiche

Blacklist : modello, scadenze, periodicità, casistiche e compilazione

Spesometro : obblighi e casistiche novità 2012

Limite denaro contante: obblighi, casistiche, nuove disposizioni e rateizzazioni

– Cenni su: Privacy e DPS, Studi di settore, Elenco Beni ai Soci (problema Autovetture)

– Cenni sulla nuova aliquota IVA del 2013

Inoltre ci ritaglieremo uno spazio per confrontarci su quello che spesso molti chiamano innovazione riferendosi al web e dintorni.

Affronteremo quindi concretamente aspetti legati al web, al Social Networking e alle opportunità di promozione e vendita che molto spesso, se affrontate male, creano più danni che benefici.

Semplicemente valuteremo insieme che cosa serve o potrebbe servire, se serve e chi dovrebbe gestire queste attività.

Presenteremo alcune ‘applicazioni’ a bassissimo costo che in realtà come le ADV se utilizzate potrebbero fornire un aiuto molto concreto alle attività quotidiane.

Il programma in dettaglio e il form della registrazione lo trovate QUI

Il divario fra il giorno e la notte

Due anni fa nel post Google Hotpot: il divario aumenta scrissi in conclusione alla riflessione che:

” … diventa sempre più evidente, quasi abissale ormai, il gap fra le possibilità offerte da strumenti innovativi in rete e le reali capacità/volontà di sfruttare i medesimi dalle aziende. In questo caso del turismo. Ma il ragionamento vale per qualunque PMI. La stragrande maggioranza non ha una presenza in rete che trasmetta valore. Non hanno idea di come farlo. Solo alcuni vorrebbero fare, le idee sono tante spesso molto confuse. Purtroppo coloro che vorrebbero fare, bombardati molto spesso da milioni di idiozie, come minimo si rifugiano nel non fare”

A distanza di 2 anni Alberto Clavarino oggi scrive un post La Forbice da cui estraggo alcune riflessioni, quelle che vivo, di giorno, quasi quotidianamente (ndr poi, alla fine del post, capirete perchè di giorno)

” … diffusa incapacità di adottare seriamente l’informatica come uno dei drammi collettivi di un’intera generazione.” qui non piace il termine informatica ma devo ammettere che rende bene l’idea;

” … l’innovazione basilare fa fatica ad arrivare (ndr riferita alle PMI)” magari facesse solo fatica, apprezzo l’ottimismo;

” … ma la colpa, a mio modesto avviso, non è solo della vil razza dannata dei vecchi imprenditori che non sono Indigeni Digitali, ma anche dell’Offerta. Perché per i grandi player seguire le PMI è una gran rottura di scatole, non conviene, non interessa. Ed i piccoli player sono troppo tecnici e troppo poco consulenziali  per farsi capire da chi dirige all’antica la baracca.” vero, verissimo infatti in questo contesto un ‘problema’, non il solo, sono le web agency che quasi mai, per loro natura, hanno un approccio consulenziale.

non poteva non finire con una ‘chicca’, questa talmente disarmante a cui è quasi impossibile controbattere:

” … al cliente che mi dice ‘lo so che il mio sito fa schifo, ma non ho tempo di pensarci. E comunque all’e-commerce continuo a non credere, perché gente che compri su internet non ne conosco’.”

Aggiungerei a margine di questo contesto descritto anche un aumento smisurato di autoreferenzialità, non solo di notte, sui vari social, che di certo non serve per ridurre il gap con la realtà quotidiana.

Bene, dopo questa disamina è fondamentale capire meglio le dinamiche della forbice; non vi resta che leggere l’amara riflessione qui nel post di Alberto.