Giornalisti e Blogger

Totò direbbe “ma mi faccia il piacere!” (sapessi mio caro quanto ci manchi in questo periodo …)

Premessa:
diciamo che alcuni (o tanti ?) giornalisti (g) hanno davvero toccato il fondo.
Questo articolo “I NODI DEI BLOGGER VENGONO AL PETTINE” su Repubblica del 2 aprile va letto, ne è la dimostrazione.

Innanzi tutto per come termina. Senza una firma. E qui si potrebbe concludere la riflessione.

In seconda battuta la questione dell’intervento a pagamento. Ammesso sia vero e allora ?

Scusate mi sfugge qualcosa visto che ‘tratto’ con i giornalisti/giornali da almeno una decina d’anni.

Come devo chiamare i redazionali e/o interviste (che spesso mi faccio da solo) in cambio di pubblicità sulle riviste/giornali ? Non sono ‘articoli’ a pagamento ? Non va bene chiamarli in quel modo ? Devo usare altri formalismi ?

Cosa devo pensare se ‘chiudendo’ i cordoni della borsa e inviando redazionali (sia alle versioni online che offline) questi non vengono più pubblicati a parità di ‘interesse/contenuti’ ?

Ovviamente i compensi non vanno direttamente al giornalista ovvio, ma la differenza dov’è ?

Il voler distinguere queste due situazioni mi sembra ipocrita.

Il mercato deciderà (come sempre) se il blogger ‘pagato o non pagato’ funziona o non funziona, se è credibile o non lo è per la visibilità che è in grado, o non è in grado, di offrire al brand e/o all’iniziativa che li vede coinvolti.

Resta la considerazione con cui ho iniziato il post: coloro che scrivono questi articoli (giornalisti ?) omettendo la firma evitino per favore di sembrare puri perchè sarebbero stati lo zimbello del buon Totò con il suo proverbiale ma mi faccia il piacere !

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TBE 2012 e i blogger

L’11 febbraio a Roma l’evento Travel Blogger Elevator dedicato a blogger che raccontano viaggi. Non potevo esserci. Mi sarebbe piaciuto incontrare questa realtà in classico stile 1.0, cioè de visu. Ammesso fosse possibile (non sono un blogger…). Ho rimediato seguendo  l’evento su twitter stavolta in stile 2.0

Ho letto diversi post, alcuni polemici come questo sui non esistenza dei blogger nè tantomeno dei travel blogger … ho letto la risposta di Giuseppe (like), ho curiosato sui vari link di twitter … tutto molto interessante.

Premetto che a differenza di altri non ho verità scritte, non sono così avanti nel prevedere il futuro, mi limito semplicemente a osservare il fenomeno vivendo il presente.

Certo che se l’alternativa, oggi, nel racconto dei viaggi sono i giornalisti di settore (?) o i viaggiatori che, come si auspica, ci racconteranno le loro esperienze (magari tramite le recensioni di quel portale famoso, il luogo dove tutto e tutti sono fantasticamente veri e veritieri … mi sembra sia Tripadvisor, credo … ) beh penso che per ora, facendo magari una scelta oculata, mi terrò i blogger. Magari anche i travel per non fare torto a nessuno.