Parrucchieri batte Turismo 1 – 0

Qualche segnale, da parte di piccole/medie attività commerciali, sull’utilizzo di Facebook offers è visibile da qualche mese.

Stranamente (non troppo per chi conosce settore e chi ci opera) mancano (salvo eccezzioni) gli attori del turismo. E’ probabile che non abbiano intuito che il loro settore potrebbe beneficiare della viralità delle promozioni legate al social in questione.

Con il tempo, se non sarà troppo tardi, è probabile che lo intuiscano. Che poi lo utilizzino è altro discorso.

E’ invece interessante notare come realtà molto diverse come ad esempio i parrucchieri lo utilizzino. E anche benino.

Valutate la case history sotto. Non ricorda qualcosa ? Magari Groupon o simili portali d’offerte ?

Stessa filosofia; un’offerta accattivamente (credo, non me ne intendo) da richiedere e fruire presso l’esercente.

Ma c’è una differenza, rispetto a promozioni in stile Groupon.

Quando la persona, che ha fatto richiesta dell’offerta, si presenta presso il negozio pagherà la cifra indicata in cambio del servizio.

La differenza, non marginale, è che quell’importo non viene diviso dall’esercente al 50% circa con la piattaforma di social commerce. Quindi i 19,90€ restano a colui che ha elaborato l’offerta. Non è un dettaglio trascurabile.

E questa è un’offerta molto semplice, si potrebbe fare ancor meglio …

Nell’attesa che il turismo percepisca questo nuovo canale … chi può (perchè ha i capelli …) vada a rifarsi il look …

 

Parrucchieri

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E pensare che

è difficile, molto difficile, far percepire alla filiera del turismo (indistintamente fra travel e/o aziende ricettive) le opportunità che potrebbe offrir loro FB Offers (sempre ovviamente contestualizzato in un progetto di comunicazione) per un settore/mercato che si presta, molto, a questa nuova opportunità.

Poi vedi questa piccola azienda (notare l’efficacia del messaggio: devi farlo ? di dove sei ?):

e non ti resta che pensare di traslocare verso altri mercati …

Meditate

Oggi un gruppo di ADV (agenti di viaggio) su FB (Facebook) discutono delle ‘loro’ vacanze, quando farle, se farle, quanti giorni ecc

Poi un agente (donna) rispondendo ad un altro agente (donna) sul fatto che quest’ultima non può chiudere, per motivi personali, dice:

” … Pienamente d’accordo con … E’ stato il mio stesso ragionamento … L’unica cosa che temo è che qualche cliente possa avere problemi e io sono all’estero ! “.

Alchè un altro agente (donna) scrive alcuni post dopo:

” … lo scorso anno sono stata in grecia ed ogni gg guardavo 3 volte la mail mattino pome e sera e se c’era qualche cambio avviso il cliente via cell o via sms .. è tutto è filato liscio .. i clienti che devono partire se io chiudo non si preoccupano xke sanno che non sono abbandonati!”.

Mentre un agente (uomo) alcuni post (prima o dopo, poco importa) scrive:

“io parto col portatile SEMPRE”.

Mi è quindi sorta una riflessione. Semplice.

Immagino un cliente che prenota in rete dove tutto è semplice e si risparmia. Poi c’è un problema. Può capitare vero ?

Quindi vorrei (io cliente) chiamare l’OLTA (si chiamano così quei ‘posti online’ dove costa tutto poco ed è semplice semplice fare la prenotazione) oppure chiamare ‘quell’agenzia sul web’ dove ho prenotato.

Ma … stranamente ho difficoltà a trovare una mail, come recapiti telefonici trovo i numeri delle ‘zoccole’ o dei maghi (899 et simili tanto per capirci) che costano un pò meno di un euro (ma al minuto) dove, anche qui stranamente, resti appeso in linea minuti, minuti, …  mentre se scrivi (perchè hai trovato una mail, quindi sei fortunato), hai si una risposta ma da un risponditore automatico …

Ecco questo mi fa riflettere su quanto, ogni giorno, si legge sul turismo in rete. Come sempre (ma vale per tutti i settori) prima di blaterare, pontificare, ‘postare’, assumere notizie alla stregua di dogmi, ecc forse varebbe la pena di ‘conoscere’, ‘informarsi’ e, se possibile, abbandonando maree di luoghi comuni, iniziare a pensare e ragionare con la propria testa.

Vero, comporta fatica. Forse è proprio questo il problema.

NDR dell’ultima ora

Mentre stavo scrivendo queste 2 righe leggo, sempre in un gruppo di ADV su FB:

” … soddisfazioni della vita gruppo di persone ha prenotato crociera tramite agenziaweb … 3 persone 2+1 erano ‘rimasti fuori’, sono venuti in agenzia, è una MSC imbarco a Bari sbarco a Venezia … gli altri hanno pagato 1.200 quelli che ho prenoatto io 784 …”

Così, tanto per non rimarcare i soliti luoghi comuni …

In un minuto

Quello che accade in un minuto, in rete. Ipotizzando che la fonte sia attendibile, alcuni numeri fanno riflettere su cosa transita in rete in sessanta secondi.

Fra questi:

  • 168 milioni di email inviate
  • 6.600 foto vengono caricate su Flickr
  • sono quasi 700.000 le ‘interrogazioni’ gestite dai server di Google
  • 600 video vengono caricati su YouTube per un totale di più di 25 ore di nuovi contenuti
  • quasi 700.000 variazioni di stato gestite su Facebook, più di 500.000 i commenti pubblicati
  • 320 nuovi account creati su Twitter e 98.000 i micro post generati
  • la piattaforma WordPress viene ‘scaricata’ più di 50 volte
  • 100 nuovi account creati su Linkedin 
  • più di 370.000 minuti di conversazioni effettuate con Skype

Numeri che dicono molto. Numeri che vanno ‘ascoltati’.

Ndr grazie a Massimiliano L. per la segnalazione.

60 Seconds - Things That Happen On Internet Every Sixty Seconds
Infographic by- Shanghai Web Designers

Prendetene atto – parte seconda

Oggi, 14 giugno, su stampa.it questo articolo.

Una sola puntualizzazione. La TV è sconfitta da tempo. Oggi è solo molto più evidente.

Una riflessione la merita quando viene affermato che:

” …. un’altra forma di viralità che è il dato nuovo di questa campagna poverista e senza budget di spesa pubblicitaria, se non quelli del fai-da-te.”

Immaginate riprendere questo concetto e applicarlo, in determinati contesti e con le opportune integrazioni, al mondo del business.

Ci sarebbe il rischio che si possa generare ‘valore’ … ovviamente se, e solo se, ricordiamo a tutti che:

“su Internet non basta esserci. Bisogna viverci”

Prendetene atto

Oggi, 13 giugno, sul corriere.it questo articolo.

Alcune riflessioni, contenute nell’articolo, di cui prendere atto. Che piaccia o no. Perchè, anche se non piace, è così.

  1. «Rete non perdona». Nel senso che «ti scruta, esamina. E se necessario ti sbugiarda. Senza pietà»
  2. «La maggior parte delle persone sotto i 40 anni non si informa più attraverso la tv. Facebook ha assunto un ruolo chiave. E chi non lo capisce è in posizione di difficoltà»

Riflessioni che sono ‘parte’ di un unica verità, questa:

“su Internet non basta esserci. Bisogna viverci”