Google Hotpot: il divario aumenta

Dopo il flop, ammesso che si possa dire, delle applicazioni 2.0 di Google come Wave, Latitude e altre simili, fa il suo ingresso in rete Hotpot. Non ancora disponibile in Italia (non è una novità al lancio di un nuovo servizio) è in realtà è visibile e fruibile se si effettua la registrazione.

Ho fatto alcuni test inerenti il mercato del turismo. Interessanti i risultati.

Ricerca di hotel nella mia città con keyword “hotels turin”:

Google Hotpot - ricerca hotel

analoga ricerca ma per le agenzie di viaggio con keyword “agency travel  turin”:

Google Hotpot - ricerca agenzie di viaggio

Ecco alcune sostanziali differenze: le immagini nel caso delle ADV sono inesistenti, i risultati della ricerca sono pochi e molto frammentati geograficamente pur avendo esplicitato, come per gli hotel, la città. Infine gli Average: pressochè nulli per le ADV in pratica senza commenti/giudizi.

Si percepisce, ancora una volta, la differenza in rete di queste 2 realtà. Non è una novità. Attenzione questo non significa che gli hotel siano virtuosi in rete. Esserci “di più” non è sinonimo di Valore. E’ comunque quasi imbarazzante la non presenza o i non risultati delle Agenzie.

Infine un’ultima considerazione. Non sappiamo se questo ‘nuovo’ strumento, aggregatore di informazioni, avrà o meno successo. Immagino che Google si attenda altri risultati rispetto alle precedenti applicazioni pocanzi citate. Da valutare come, e se, possa competere in futuro con FB Places.
Diventa sempre più evidente, quasi abissale ormai, il gap fra le possibilità offerte da strumenti innovativi in rete e le reali capacità/volontà di sfruttare i medesimi dalle aziende. In questo caso del turismo. Ma il ragionamento vale per qualunque PMI.

La stragrande maggioranza non ha una presenza in rete che trasmetta valore. Non hanno idea di come farlo. Solo alcuni vorrebbero fare, le idee sono tante spesso molto confuse. Purtroppo coloro che vorrebbero fare, bombardati molto spesso da milioni di idiozie, come minimo si rifugiano nel non fare …

Quindi il rischio concreto, fra qualche mese/anno quando questi strumenti andranno a regime (se andranno), sarà per l’utente visualizzare, per determinati segmenti di mercato, aggregazioni di informazioni pari a zero o poco più. Inoltre un generalista come Google, pur cercando di affinare sempre più gli algoritmi, difficilmente potrà certificare le informazioni fornendo una qualche garanzia. E, ancora una volta, il vero valore di un hotel o di un agenzia (per limitarci all’esempio descritto) si rischierà di non poterlo evincere da una ricerca in rete.