Social Media: i numeri

Il 22 giugno è stata caricata la nuova versione di Social Media Revolution. Come sempre i numeri, considerando la fonte attendibile come sembra essere, sono piuttosto eloquenti. Quelli relativi ai social indicano cambiamenti irreversibili. Da tenere d’occhio generazione Y e Z. Coloro che vengono dopo la mail.

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In un minuto

Quello che accade in un minuto, in rete. Ipotizzando che la fonte sia attendibile, alcuni numeri fanno riflettere su cosa transita in rete in sessanta secondi.

Fra questi:

  • 168 milioni di email inviate
  • 6.600 foto vengono caricate su Flickr
  • sono quasi 700.000 le ‘interrogazioni’ gestite dai server di Google
  • 600 video vengono caricati su YouTube per un totale di più di 25 ore di nuovi contenuti
  • quasi 700.000 variazioni di stato gestite su Facebook, più di 500.000 i commenti pubblicati
  • 320 nuovi account creati su Twitter e 98.000 i micro post generati
  • la piattaforma WordPress viene ‘scaricata’ più di 50 volte
  • 100 nuovi account creati su Linkedin 
  • più di 370.000 minuti di conversazioni effettuate con Skype

Numeri che dicono molto. Numeri che vanno ‘ascoltati’.

Ndr grazie a Massimiliano L. per la segnalazione.

60 Seconds - Things That Happen On Internet Every Sixty Seconds
Infographic by- Shanghai Web Designers

Prendetene atto – parte seconda

Oggi, 14 giugno, su stampa.it questo articolo.

Una sola puntualizzazione. La TV è sconfitta da tempo. Oggi è solo molto più evidente.

Una riflessione la merita quando viene affermato che:

” …. un’altra forma di viralità che è il dato nuovo di questa campagna poverista e senza budget di spesa pubblicitaria, se non quelli del fai-da-te.”

Immaginate riprendere questo concetto e applicarlo, in determinati contesti e con le opportune integrazioni, al mondo del business.

Ci sarebbe il rischio che si possa generare ‘valore’ … ovviamente se, e solo se, ricordiamo a tutti che:

“su Internet non basta esserci. Bisogna viverci”

Prendetene atto

Oggi, 13 giugno, sul corriere.it questo articolo.

Alcune riflessioni, contenute nell’articolo, di cui prendere atto. Che piaccia o no. Perchè, anche se non piace, è così.

  1. «Rete non perdona». Nel senso che «ti scruta, esamina. E se necessario ti sbugiarda. Senza pietà»
  2. «La maggior parte delle persone sotto i 40 anni non si informa più attraverso la tv. Facebook ha assunto un ruolo chiave. E chi non lo capisce è in posizione di difficoltà»

Riflessioni che sono ‘parte’ di un unica verità, questa:

“su Internet non basta esserci. Bisogna viverci”

Il troppo storpia

I nonni (non solo i miei …) spesso li sentivi dire che “il troppo storpia”. Lo dicevano in tutte quelle occasioni dove l’eccesso di comunicazione, spesso priva di contenuti, era fastidiosa, quindi inutile.

Non riesco ad immaginare i loro commenti se avessero potuto leggere migliaia di post inutili di FB, Twitter e company. Un mondo dove il ‘loro buon senso’ non è più di casa.

In queste situazioni il rifiuto all’ascolto è inevitabile. Diversi sono i segnali in tal senso.

Per fortuna a volte la tecnologia viene in supporto. La funzione ‘Nascondi’ di FB: è come mastercard, non ha prezzo.