Ricordate ?

a gennaio il post quasi poetico Lettera aperta a un amico ? Per comodità il link aiuta a rileggerlo, ne vale la pena.

Bene, in quasi 10 mesi la situazione del gufo si è evoluta. Mica tanto bene per la verità.

Ad esempio una delle keyword su google più utilizzata in questo ambito è come scrivere una recensione falsa su tripadvisor 

Evito di riportare varie denunce, alcune anche recenti di albergatori ecc ecc (basta cercare su Google, trovate di tutto e di più).

Bene, fatta questa breve premessa, è di qualche giorno fa un bell’articolo (di seguito il link) che evidenzia, ancora una volta, l’affidabilità del ‘sistema’. Questo il link.

Ogni commento è superfluo. Anche perchè a questo punto è come sparare sulla Croce Rossa. Aspettiamo la prossima puntata. Non mancherà molto.

PS non posso, come parte in causa piemontese ;), non riportare anche quest’ultima chicca: le prime 10 mete enologiche europee pubblicate pochi giorni orsono. Volete mettere i vini pregiati della Provenza paragonati al banale Barolo, il Barbaresco, … Moscato, del Piemonte ? Ah potrebbe esserci un refuso, piccolo eh. Che per la Provenza abbiano confuso quel liquido sempre alcolico, sempre colorato quello che si chiama … ecco si chiama … ah si, profumo.

TBE 2012 e i blogger

L’11 febbraio a Roma l’evento Travel Blogger Elevator dedicato a blogger che raccontano viaggi. Non potevo esserci. Mi sarebbe piaciuto incontrare questa realtà in classico stile 1.0, cioè de visu. Ammesso fosse possibile (non sono un blogger…). Ho rimediato seguendo  l’evento su twitter stavolta in stile 2.0

Ho letto diversi post, alcuni polemici come questo sui non esistenza dei blogger nè tantomeno dei travel blogger … ho letto la risposta di Giuseppe (like), ho curiosato sui vari link di twitter … tutto molto interessante.

Premetto che a differenza di altri non ho verità scritte, non sono così avanti nel prevedere il futuro, mi limito semplicemente a osservare il fenomeno vivendo il presente.

Certo che se l’alternativa, oggi, nel racconto dei viaggi sono i giornalisti di settore (?) o i viaggiatori che, come si auspica, ci racconteranno le loro esperienze (magari tramite le recensioni di quel portale famoso, il luogo dove tutto e tutti sono fantasticamente veri e veritieri … mi sembra sia Tripadvisor, credo … ) beh penso che per ora, facendo magari una scelta oculata, mi terrò i blogger. Magari anche i travel per non fare torto a nessuno.

Lettera aperta a un amico

Non lo scritta io, purtroppo. Consiglio la lettura. E’ grandiosa, un pezzo unico come spesso di usa dire.

Il cenno, licenza poetica, del “coglione come te” non nego che mi ha fatto sorridere (vista l’eccezione del termine eh). Anche la nota che spiega il termine (che mi vanto di aver suggerito, in origine non c’era …) è un tocco di classe.

Fossi titolare di una struttura alberghiera non esiterei a omaggiare 1$ anch’io. Mai negare una soddisfazione a un (*).

La lettura è consigliata anche a coloro che pensano che il verbo Tripadvisor sia oro colato. Magari questo dietro le quinte aiuta a capire.

(*) coglione da intendere nell’accezione maremmana “persona poco avveduta che non prevede le conseguenze dei propri atti per insufficiente intelligenza”. Quindi nulla di personale … 

Lettera aperta a S. Kaufer – fonte Officina Turistica

Hotel e Groupon

Ho scritto più volte sulla comunicazione in rete di ADV e Hotel. O meglio della loro non comunicazione quindi della loro non presenza in rete. Analogamente più volte ho affermato, in epoche non sospette, anni fa, che l’anonimato spesso copre la delazione (mi riferisco a Tripadvisor e non solo). Dopo qualche anno basta fare una ricerca su Google per farsi un’idea sul famoso portale di opinioni (?).

Fin qui nulla di nuovo. Non avevo ancora riportato feedback su un attore, oggi sempre più presente nel mercato travel: Groupon o gruppi di acquisto simili.

Come mia abitudine, se devo (o voglio) dare un giudizio prima osservo, leggo, mi informo, ascolto e, se possibile, verifico di persona in quanto di pseudo-guru, blogger più o meno titolati, ciarlatani vari, ecc la rete pullula quindi fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Ho quindi testato più volte Groupon. Quasi sempre nella ristorazione e in altri servizi. Riscontri positivi cioè servizi offerti in linea al dichiarato. Finora.

Diversi mesi fa, per la prima volta, ho comprato un hotel, un 4* a Riva del Garda in pieno centro storico.

Di seguito cosa ho riscontrato; si evince che Groupon non può far molto, nel bene e nel male, per l’hotellerie. Ecco perchè.

Acquisto il coupon. Scrivo per la prenotazione. Mi presento come utente Groupon. Risposta sollecita, mi dicono che la disponibilità di una doppia per il fine settimana c’è solo da inizio giugno. Riscrivo dopo alcuni gg mi dicono che devo ‘slittare’ a inizio luglio. Voglio verificare … Faccio scrivere e chiamare da un amico come ‘utente normale’. Rispondono la stessa cosa. Quindi non esistono clienti di serie B. Bene.

Alla conferma di prenotazione via mail mi chiedono di allegare il coupon così mi evitano di portalo cartaceo al check-in. Altro aspetto positivo. Efficienti.

Arrivo in hotel. Non nego che mi aspetto la camera ‘più brutta’ che sempre avviene (ok, non sempre, diciamo al 98% …) se prenoti tramite OLTA. Ottengo una matrimoniale 4 piano vista lago spettacolare. Quindi fin qui la parte acquisizione nuovo cliente sembra impeccabile.

Veniamo ora ad aspetti dove Groupon non può fare nulla. Dove cade un hotel 4*, in pieno centro a Riva del Garda, che ha utilizzato questa tecnica di promozione per acquisire nuovi clienti ?

Semplice, nella solita assenza di marketing, di un minimo di innovazione, sul concetto di servizio, cioè su aspetti che dovrebbero essere triti e ritriti …

In sintesi: nessun cenno di fidelizzazione nè al check-in nè al check-out, fotocopia orari traghetti invernale (siamo in estate, luglio) al ricevimento (sono andato al porto, ho preso gli orari nuovi, ho fotocopiato la pagina e l’ho portata al ricevimento, almeno gli altri clienti non perderanno il traghetto causa orari vecchi …), un 4* con sala colazioni dove il caffè e cappuccino può essere consumato solo tramite terrificanti macchinette da sala mensa …, le tovaglie della colazione (sala anche ristorante, bellissima 5°piano vista panoramica sul lago!) a cui mancava solo l’odore del vecchio (non antico, vecchio) … contenitore per la raccolta carta/avanzi della colazione in plastica bianca consumata (terribile), lista per prenotazione piatti della cena con foglio fotocopiato (male) con crocette per la scelta dei primi, dei secondi in classico stile ospedale …. ecc ecc

E per concludere, non in bellezza, a distanza di mesi (Natale compreso …) nessuna azione di fidelizzare su un contatto ‘aperto’ con Groupon (che è costato), esempio una mail di auguri ? o un messaggio per promuovere la nuova stagione ? cioè nulla di esagerato, ci mancherebbe …

E’ facile evincere che in questi casi, come in altri molto simili, il problema dell’hotellerie in Italia non è certo Groupon. Se questi gruppi di acquisto valgano la pena o no è altro discorso. Prima sarebbe meglio chiedersi su che basi vengono avviate queste iniziative.