Utilizzo di twitter: altro esempio

Giorni fa scrissi questo post sull’utilizzo di twitter.

Quel post era una case history che in parte poteva servire nel rispondere alla sempre più ricorrente domanda “come potrei usarlo”.

Un’altra domanda altrettanto ricorrente (vale anche per altri social) è quella “twitter SERVE anche per vendere ?”

A parte che a simili domande verrebbe da rispondere dipende … per fortuna posso utilizzare ancora un caso reale per cercare di dare indicazioni di massima quindi una possibile risposta.

Pochi giorni orsono sul blog di diqua&dilà è stato pubblicato questo post.

Come avrete letto una semplice richiesta ‘lanciata su twitter’ con un’esigenza primaria da soddisfare (accettazione di cane al seguito).

Anche in questo caso non è difficile da capire ‘la morale’.

Alcune considerazioni a margine:

  • una struttura incoerente viene ‘tagliata fuori’ (probabilmente per sempre, uguale clienti persi)
  • un account twitter @tartufoevino (la cui descrizione recita: L’ospitalità di Langhe, Monferrato e Roero raccontata da chi le strutture le conosce ad una ad una!) in ascolto (presidio del canale)
  • una risposta esaustiva (e mirata)
  • il post che riporta dettagli sulla struttura (compatibile 4 zampe) di nome La Ca D’Olga (per i non piemontesi La Casa di Olga) con i link al sito (pubblicità gratuita)
  • alcune foto molto belle (che solo a vederle ti viene voglia di partire …) a complemento del post
  • a seguire nei giorni successivi altri tweet e immagini del soggiorno (e forse un successivo post sul blog) come questi:

Tartufo&Vino

Non è difficile intuire la risposta che questa riflessione porta con sè alla domanda un pò così di pocanzi vero?

Una nota negativa ? Beh, il sito della struttura 😦 … ma questa è altra storia (di cui si potrebbe scrivere per anni e anni senza che ahimè nulla cambi).

Non fa per voi

Giorni fa parlavo con alcuni amici di come i politici in generale, pur di non mancare all’appello, si schiantano sui vari social, twitter in particolare.

Non mancano eccezioni positive, rarissime, come Andrea Sarubbi. Ovviamente l’appartenenza a quello o all’altro schieramento non ha nessuna importanza, il discorso era sulla comunicazione tramite i social.

Sono passati solo alcuni giorni e neppure farlo apposta lo schianto diventa in realtà uno tsunami …

Ecco quello che accade al profilo, su twitter, di Marta Vincenzi in lizza per la candidatura a sindaco per Genova. Lo descrive al meglio Luca Perugini sempre attento in questi frangenti.

Ancora una volta il mezzo (in questo caso twitter) che viene utilizzato in modo improprio, decisamente ridicolo, quasi in forma compulsiva, delirata:

Ovviamente dopo pochi minuti (minuti, non ore) il tutto viene ripreso dalla rete dove #ipazia e #vincenzi diventano TT mentre lei diventa lo zimbello nazionale.

Se in rete questa tipologia di politici desueti non hanno qualcuno di collegato a fianco rischiano più danni di quelli che normalmente fanno. Analogamente quelli che gestiscono l’account con uffici stampa 0.0 sono altrettanto patetici.

Ma se questi nuovi mondi non fanno per voi perchè vi ostinate ?

In un minuto

Quello che accade in un minuto, in rete. Ipotizzando che la fonte sia attendibile, alcuni numeri fanno riflettere su cosa transita in rete in sessanta secondi.

Fra questi:

  • 168 milioni di email inviate
  • 6.600 foto vengono caricate su Flickr
  • sono quasi 700.000 le ‘interrogazioni’ gestite dai server di Google
  • 600 video vengono caricati su YouTube per un totale di più di 25 ore di nuovi contenuti
  • quasi 700.000 variazioni di stato gestite su Facebook, più di 500.000 i commenti pubblicati
  • 320 nuovi account creati su Twitter e 98.000 i micro post generati
  • la piattaforma WordPress viene ‘scaricata’ più di 50 volte
  • 100 nuovi account creati su Linkedin 
  • più di 370.000 minuti di conversazioni effettuate con Skype

Numeri che dicono molto. Numeri che vanno ‘ascoltati’.

Ndr grazie a Massimiliano L. per la segnalazione.

60 Seconds - Things That Happen On Internet Every Sixty Seconds
Infographic by- Shanghai Web Designers

Prendetene atto – parte seconda

Oggi, 14 giugno, su stampa.it questo articolo.

Una sola puntualizzazione. La TV è sconfitta da tempo. Oggi è solo molto più evidente.

Una riflessione la merita quando viene affermato che:

” …. un’altra forma di viralità che è il dato nuovo di questa campagna poverista e senza budget di spesa pubblicitaria, se non quelli del fai-da-te.”

Immaginate riprendere questo concetto e applicarlo, in determinati contesti e con le opportune integrazioni, al mondo del business.

Ci sarebbe il rischio che si possa generare ‘valore’ … ovviamente se, e solo se, ricordiamo a tutti che:

“su Internet non basta esserci. Bisogna viverci”

Prendetene atto

Oggi, 13 giugno, sul corriere.it questo articolo.

Alcune riflessioni, contenute nell’articolo, di cui prendere atto. Che piaccia o no. Perchè, anche se non piace, è così.

  1. «Rete non perdona». Nel senso che «ti scruta, esamina. E se necessario ti sbugiarda. Senza pietà»
  2. «La maggior parte delle persone sotto i 40 anni non si informa più attraverso la tv. Facebook ha assunto un ruolo chiave. E chi non lo capisce è in posizione di difficoltà»

Riflessioni che sono ‘parte’ di un unica verità, questa:

“su Internet non basta esserci. Bisogna viverci”

Il troppo storpia

I nonni (non solo i miei …) spesso li sentivi dire che “il troppo storpia”. Lo dicevano in tutte quelle occasioni dove l’eccesso di comunicazione, spesso priva di contenuti, era fastidiosa, quindi inutile.

Non riesco ad immaginare i loro commenti se avessero potuto leggere migliaia di post inutili di FB, Twitter e company. Un mondo dove il ‘loro buon senso’ non è più di casa.

In queste situazioni il rifiuto all’ascolto è inevitabile. Diversi sono i segnali in tal senso.

Per fortuna a volte la tecnologia viene in supporto. La funzione ‘Nascondi’ di FB: è come mastercard, non ha prezzo.