Lo spot vivente dell’incapacità ospitale

Lo so, non si fa. Ho letteralmente rubato il titolo del post ad Andrea Scanzi. Quando ne risponderò in tribunale dirò a mia discolpa: “sig. Giudice era troppo bello, chiedo scusa”. Spero basti. Spero che il risarcimento in denaro si possa rateizzare in,almeno, 20/30 anni … Vedremo.

Metto il link allo “spot vivente dell’incapacità ospitale” al fondo di questo post. Leggetelo. A parte la gradevolezza del ‘racconto’ (così spero in uno sconto di pena …) sono i contenuti il vero valore. Quelli che mancano, sempre più spesso, nell’offerta turistica.

Non ditemi che generalizzare è banale. Non sto generalizzando. Sto solo dicendo quello che non si ha il coraggio di dire.

L’improvvisazione al potere. Nella filiera turistica. Tutta, indistintamente. Gli attori che dovrebbero dare lustro al sistema: albergatori, ristoratori, agenti di viaggio … sempre più spesso fanno a gara per vincere il titolo di ‘incapacità ospitale’.

Vero che il pesce puzza sempre dalla testa. E qui mi fermo perchè sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Però il limite della decenza, la poca rimasta, sarebbe carino non superarlo. Per dare finalmente ‘valore’ all’offerta turistica che è, anche, un pranzo fruito al meglio. Perchè il ricordo-lo dico- ci torno possa generare un circolo virtuoso. A tutto il sistema. Non solo al singolo ‘attore’.

Ovvio che esistono le eccezioni. Infatti sono eccezioni. Dovrebbe essere il contrario.

Metto il link. Buona lettura.

PS se nei prossimi giorni non mi sentite più … beh è stato bello essere qui in rete …

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