Google, Gogol e il brand Italia nelle ricerche online

La BIT è appena finita. Non ancora esauriti commenti e riflessioni che oggi, per non farci mancare nulla, avrò letto almeno 100 volte, nei vari social, questo post dove Google (l’originale, sembra) ha affermato, in BIT, che:

L’Italia è il secondo brand per numero di ricerche effettuate su Google nel mondo, preceduto soltanto da Coca-Cola. E in qualità di destinazione turistica, soltanto Stati Uniti e Cina possono vantare un numero di ricerche più elevate”. A fornire questi dati è stato Carlo D’Asaro Biondo, presidente delle operazioni Google in Europa, Medio Oriente e Africa, collegato in videoconferenza da Dublino giovedì scorso in occasione della presentazione in BIT del Piano strategico per lo sviluppo del turismo Italia 2020.

Preso da altre attività urgenti non ho potuto fare una verifica ‘al volo’.

Mi sono detto prima di sera butto un occhio. Qualcosa non mi convinceva. Soprattutto l’affermazione brand Italia (infatti nel post si parla di “destinazioni italiane”).

Grazie a Robi Veltroni posso evitare la verifica. Da un suo post su facebook leggo i dati che Emanuele ha ‘chiesto’ a Google (sempre l’originale).

Ovviamente la ricerca è stata fatta con strumenti a disposizione dei comuni mortali.

Se Google ne ha altri, a supporto alle sue affermazioni, sicuramente pubblicherà documenti che comprovano quanto affermato in BIT.

Oppure vuoi vedere che, a forza di invocarlo, si è materializzato un altro motore di ricerca, il famigerato Gogol ? Non proprio originale ma quasi. Il luogo dove trend e dati sono quasi corretti.

Del resto quando di parla del bel Paese vale tutto e il contrario di tutto. Anche per Gogol.

 

 

#Bit2013 what else ?

Il titolo quest’anno si deve, necessariamente, adeguare alle nuove tendenze della comunicazione social. Se non twitti e re-twitti non sei nessuno. Come si dice in gergo #sapevatelo.

Fatta la premessa per spiegare il titolo del post veniamo al solito resoconto post BIT.

Anzi no. Quest’anno nessuna riflessione.

Per restare in tema (del titolo) avrei pubblicato solo 2 tweet (uno mio, si vede eh … l’altro no).

Questi:

Bit2013 - post 1

Bit2013 - post 2

 

Onestamente non mi sembra serva aggiungere nulla. La manifestazione è sinteticamente descritta nei tweet.

E poi se vogliamo proprio dirla tutta il post del 2011 o quello del 2012 qualcosa volevano già segnalare …

Comunque nessun commento sarebbe stato più esaustivo del post di Stefano Tesi “Addio, mia Bit, addio, che la fiera se ne va. Oppure no” scoperto grazie a un link su facebook.

Una sola nota a margine del resoconto di Stefano. Vero che senza la benzina della fantasia non si fanno affari nel turismo.

Ma è altrettanto vero che anche la benzina degli eurini è importante. Senza si rischia di restare solo con la fantasia.

 

BIT 2012, alcuni giorni dopo

Come ogni il post BIT è foriero di commenti vari.

Quest’anno non sarei andato ma, invitato al convegno Ferpi da Assotravel, mi sono preso un pò più di mezza giornata per buttare un occhio, prima dell’incontro.

Nulla da dichiarare, per non ripetere ovvietà. In fondo questa fiera è un evento specchio fedele della realtà turistica italiana.

Poi ho cercato commenti sui social. Alcuni mi sono sembrati interessanti.

Questo, piuttosto laconico …

Oppure questo, simpatico, che la butta sul gioco … finito …

Infine questo

che penso riassuma al meglio perchè siamo … così.

Prendo in prestito (chiesto l’autorizzazione …) la riflessione di un Agente di Viaggio che domanda a un rappresentante di un T.O.

” … scusa mi consigli un buon albergo a new york per un combinato viaggio di nozze ?”

“risposta: non saprei non ho ancora guardato il catalogo ( mi sembrava facile come domanda ) ….. sono rimasta senza parole (mi capita di rado )”.

Questo il ‘pezzo’ della risposta penso riassuma tutto:

Non ho ancora guardato (udite, udite …) IL CATALOGO

Game over.

BIT 2011: il giorno dopo

Penso che sull’edizione 2011 della BIT sia stato scritto e detto tutto. Basta fare un ‘giro’ in rete, soprattutto sui Social. La mia riflessione post fiera è molto semplice. Per ‘capire’ questa manifestazione era sufficiente recarsi al Pad. 5/7 e, presso le aziende ‘registrate’ o meglio ‘classificate’ in Innovazione … valutare le proposte.

Non solo. Di quelle con taglio ‘informatico’ osservare ‘contenuti e videate’ dei prodotti/servizi. Lì ci sono gran parte delle risposte sull’attuale situazione del turismo.

Interessante infine osservare ‘la platea’ di alcuni seminari sull’innovazione (vera o presunta). Diciamo che BIT 2011 è uno specchio della realtà del turismo in Italia. Da molti punti di vista.

PS qualche ora dopo la pubblicazione di questa nota, grazie a un post di Roberta Milano su FB [che ringrazio] ho avuto modo di leggere questo ulteriore commento.