Workshop Agenzie di Viaggio: feedback

Oggi, 10 novembre, ero qui. Ottimo riscontro, non solo numerico. Mi ha colpito non solo la ‘voglia’ di ‘essere informati’ ma il livello di attenzione e partecipazione.

Trovo alquanto buffo (eufemismo) che un pool di professionisti (passatemi il termine) si faccia carico, con le proprie forze, di ‘trasmettere’, ognuno per la propria competenza, concetti, informazioni, novità …

Infine mi ha fatto riflettere, ancora una volta, lo scollamento fra gli addetti ai lavori (in questo caso ADV e medi Tour Operator)  e il ‘mondo’ che, in rete, comunica innovazione. Questo merita un post. Che scriverò a breve. Torino è stata un ulteriore conferma dopo Genova. E se quasi 70 partecipanti ti danno TUTTI la stessa risposta …

Poi, per fortuna, al rientro in ufficio, leggi alcune mail come questa sotto. Ti senti un pò meno inutile.

Luoghi comuni nel turismo (agenzie di viaggio)

Ieri ero a Genova ad un convegno dedicato ad Agenzie di Viaggio e Tour Operator. Interventi molto interessanti. Ottimo il feedback dai presenti. Ho avuto il piacere, perchè invitato, di esprimere il mio pensiero sull’innovazione possibile nella comunicazione in rete (ovviamente per il target ADV e TO). Mi ha colpito in particolare una riflessione emersa nel dibattito. Si parlava della scarsa (termine eufemistico) attitudine degli agenti di viaggio nel profilare i loro clienti. Anzi non propriamente nel profilare un cliente, impresa titanica. Ci si limitava a considera ‘l’operazione’ di reperire la mail del cliente o del prospect. L’affermazione che mi ha colpito è la seguente: ” … parlando con gli agenti questi affermano che non possono chiedere ‘anche’ la mail … non hanno tempo …”.

Lì per lì l’affermazione, fatta da persona al di sopra di ogni sospetto, quindi sicuramente vera, mi ha lasciato perplesso. Poi a freddo con un semplice ragionamento mi sono chiesto “quanto tempo possono perdere nel chiedere una mail e scriverla nel mio sistema di gestione” ?

Ho fatto una simulazione. Ipotizzando che il cliente non la ricorda (quasi impossibile), … la ricerca del biglietto da visita, … lo spelling … che la mail sia molto lunga … ritengo 45 sec circa un tempo più che dignitoso per concludere l’operazione. Considerando che i preventivi (quindi possibili richieste mail) in un giorno quando sono una decina l’agenzia potrebbe stappare champagne risulta quindi: 45 * 10 = 450 sec = 7,5 minuti.

Quindi un agente di viaggio e/o i suoi collaboratori NON trovano nell’arco delle loro 9/10 ore giornaliere 7 (sette) minuti per un timido inizio di ‘relazione’ con un prospect e/o cliente.

Ancora una volta luoghi comuni. Pur di non evolvere, a partire dalle piccole cose, che tanto piccole non sono, ci si rifugia un frasi fatte. 

E altresì vero che anche disponendo della mail di un prospect/cliente questo valore non verrebbe gestito … Quindi forse è giusto evitarsi grane sin dall’origine. Il fastidio poi di dover comunicare per convincere qualcuno a comprare e/o a tornare è davvero enorme.

In fondo 7 minuti al giorno ad esempio di navigazione in Internet, ovviamente con finalità nulla,  è come Mastercard: non ha prezzo …